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| FOTOCONACA
13/11/2007

Sale, salti e gole d’autunno


Qualche giorno prima della gita, la guida consultava le previsioni meteo con meticolosa paranoia. Meteo Svizzera, ARPA Piemonte, e, quando discordi, Nimbus. La domenica prima il sentiero era gelato in alcuni punti, poco bello da fare in compagnia. Ma lo zero termico era salito implacabilmente sopra i duemila metri, da giorni l'aria era tiepida e le webcam mostravano prati da favola e cielo blu. Non ci sono scuse: si va.

Domenica mattina, alla spicciolata, il piazzale dell'Ospizio al Passo del Sempione si popola di escursionisti, zaini, scarponi e bastoncini. Presentazioni, ci siamo? No... Ma è normale che Renato si faccia attendere, dicono. Eccoli! Sì, ora sì, ci siamo tutti... E' arrivata anche Telma, l'immancabile guida meticcia multicolore e multietnica, che sgambetta e saltella e si becca coccole da tutti.

Poche chiacchiere, il piazzale dell'Ospizio è ancora in ombra, il sole indugia dietro il Monte Leone. Se indugiamo anche noi, siamo fritti, anzi, surgelati. Partiamo, per le storie c'è tempo più tardi. Arriverà il sole sul nostro sentiero?

Bastoncini regolamentari per tutti, e via, sotto lo sguardo severo dell'aquila di pietra attraversiamo velocemente la brughiera.

Scendiamo rapidi verso i primi larici. Un tappeto di aghi giallo oro rende prezioso il sentiero, il ruscello gorgoglia, si chiacchiera, si cammina con poca fatica. Giungiamo al primo "autogrill" del nostro viaggio, e il sole è sempre piu' vicino. Caffè e dolcetto? Macchè, affrontiamo una terza colazione in stile hobbit. Giovanni ha uno zaino da Eta Beta con una dispensa da osteria. Gusto e misteri si alternano in giusta dose. Come trasformare cachi mostruosamente allappanti in gustosi snack più che biologici?

Riprendiamo la via e un silenzioso compagno dal nome altisonante ci accompagna lungo il suo sentiero. La guida inizia a svelarne le vicende di brillante imprenditore che diventò protagonista della vita politica del suo secolo, tra commerci di lumache e sale, equilibrismi e giochi di potere. Ogni riferimento ad altre storie, anzi cronache recenti, e' puramente casuale ma la storia di Kaspar Jodok Stockalper è intrigante.

Continuiamo il nostro viaggio a piedi e passiamo dagli spazi aperti alle gole del Taferna, dove l'acqua cristallina scorre incassata tra salti, ponti e pozze. Poi ancora nel bosco, fino a Grund, dove tre torrenti confluiscono e danno origine al fiume Saltina. L'acqua scorre verso valle, arriverà a Briga prima di noi! Prendiamo invece la strada che risale a monte e attraversiamo il torrente per inerpicarci lungo un versante assolato, tra cespugli di rosa canina tempestati di bacche rosse, e prugnoli che fanno pensare alla grappa.

Il silenzio cala sul gruppo, il passo è troppo veloce: guida, frena!

Poi per un tratto il sentiero si sovrappone ad una comoda strada. E allora non c'è più scampo: è arrivato il momento dei bastoncini. Il nostro personal trainer sa che possiamo camminare in un modo più equilibrato, efficiente, completo... ed è ora di imparare! Qualcuno si imbosca, qualcuno si ammutina apertamente, qualcuno scatta avanti in scioltezza. Eppure tutti poi camminiamo più impettiti. Che potenza il nostro trainer!

Panorami, pini silvestri, qualche ramo di vischio, Briga sempre più vicina... La discesa continua mette a dura prova rotule e legamenti, ci sono mille dettagli da fotografare e il tempo scivola via. In un soffio attraversiamo Brei e Lingwurm, tra granai in stile Walser e frutteti sconfinati. Briga, il castello Stockalper, qualche storia ancora e rientriamo in pieno nella civilta'. Traffico sulla via principale, la stazione, l'attesa dell'autobus per Simplon Pass, l'autopostale che risale la valle...

La gita è finita? No, se vogliamo.

La puntata in pasticceria fa intravedere nuove prospettive per il futuro: e se aprissimo una cioccolateria?


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